20/06/2016 la storia della peschiera grande della reggia di caserta

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RAGGIANDO - "Nei primi mesi del 1769,  il giovane re Ferdinando comunicò che desiderava fosse pronta, già per l'autunno di quello stesso anno, una nuova opera nel parco della reggia di Caserta..... Così, nella torrida estate del 1769, oltre 3000 uomini, e fra essi forzati e schiavi turchi, seminudi, scavarono senza soste, nella zona del bosco vecchio, un ampio bacino per consentire al re d'esercitarsi nella milizia navale, con navicelle, apposta costruite, e dove avrebbe anche potuto pescare, come amava tanto fare... e, man mano, prese  forma un gran bacino di figura mista, avendo dritti i due lati lunghi e curvi i due corti. Tutt'intorno ad esso un parapetto, arricchito da otto balconcini, con ringhiere in ferro. E, a renderne comodo l'uso, due ampi sbarcatoi, sui lati lunghi, e due varatoi su quelli tondi. ...Alla fine, quegli uomini, chini per ore su picconi e pale, come in bolgia infernale di polvere, sudore e grida dei capimastro, riuscirono a fare, in soli settanta e cinque giorni, un grande scavo lungo 1008 palmi, largo 400 e profondo 13. Al centro d'esso era stata lasciata terra a formare un isolotto che, col suo bosco, offrisse riparo a uccelli e frescura ai sovrani. Poiché, però, doveva consolidarsi quel suolo, invece del casino, previsto da Vanvitelli, fu eretta, su tale isolotto,  una gran pagliaia per comodo dei sovrani...." 

(Tratto da un racconto di Nando Astarita)