15/09/2016 la magnifica reggia di caserta

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Era il 1752 quando avvenne la posa della prima pietra della Reggia di Caserta, nel giorno del compleanno del Re Carlo di Borbone, che aveva scelto per edificarla, l'entroterra casertano pensando che fosse un luogo più sicuro della costa.

L'esigenza di una residenza ufficiale che avesse potuto eguagliare per sfarzo e sontuosità, le più grandi regge europee come Versailles a Parigi o il Castello di Schombrunn a Vienna, si era venuta a creare, quando le due Corone di Napoli e Sicilia si unirono formando un unico e vasto Regno.

Del progetto fu incaricato Luigi Vanvitelli, architetto napoletano già molto famoso, che tutto napoletano poi non era visto che suo padre era il grande pittore olandese Gaspare Won Wittel.

Il geniale architetto fece i disegni ispirandosi ai due grandi Maestri del Barocco Bernini e Borromini.

Il Re Carlo, armato di cassuola e martelletto d'argento diede inizio ai lavori (i preziosi arnesi furono poi donati al Vanvitelli che a sua volta li offrì come ex voto alla Chiesa di San Filippo Neri a Roma).

Il perimetro fu tracciato da reggimenti di Cavalleria e squadroni di Fanteria.

Lavorarono al grande progetto, oltre agli operai più o meno specializzati, eserciti di schiavi musulmani, fatti prigionieri sulle coste africane e galeotti.


Vanvitelli era entusiasta del suo progetto, ma non poté fare a meno di riconoscere il grande contributo che il Re e la Regina diedero con le loro idee.

Accadde però che 21 anni dopo l'architetto morì. Gli succedette il figlio Carlo che purtroppo non fu all'altezza di tenere fede al progetto paterno. Questo, unito alla salita al Trono di Spagna del Re Carlo, fecero sì che la Reggia non fosse terminata prima di un centinaio di anni.

Fu infatti nel 1845 che il Palazzo poté mostrarsi in tutto il suo splendore e la sua magnificenza.



47.000 metri quadrati di superficie,



circondato da un parco sterminato e lussureggiante che negli stili spaziava dai giardini all'italiana alle tendenze sperimentali di Anchè Le Notre a Versailles.


Tra i lussuosi arredi interni, ancora oggi, incantano la Cappella Palatina,


tutta realizzata dal Vanvitelli anche nelle decorazioni, ed il Teatro di Corte, un gioiello dell'architettura teatrale settecentesca.



Per finire una divertente curiosità: nel 1861 la Reggia fu unita al patrimonio del Regno d'Italia e i funzionari sabaudi furono incaricati di inventagliare gli oggetti, Trovandosi di fronte al “bidet” scrissero: “oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra”.


Dal 1997 la strabiliante dimora reale è Patrimonio dell'Umanità!!!


Fonte: Se ami il "made in Italy"